Litoterapia · scheda della pietra

Howlite

Howlite è una pietra bianco venato di grigio, legata per tradizione a calma, lasciar andare, concentrazione.

Howlite, un esemplare levigato

L'essenziale

Famiglia
Borato
Composizione
Ca₂B₅SiO₉(OH)₅
Sistema cristallino
Monoclino
Durezza (Mohs)
3.5
Colore
Bianco venato di grigio
Chakra
Corona
Elementi
Aria
Zodiaco
Gemelli

Howlite, secondo la tradizione

La howlite è una pietra del respiro rallentato, bianca venata di grigio come un cielo che si placa. La tradizione la associa alla calma, al lasciare andare, a quel modo di tornare a sé quando la mente gira troppo veloce. La sua superficie liscia ne fa un sassolino morbido da tenere, da sfiorare col pollice nei momenti in cui cerchi di posarti. Tienila vicino al letto o in tasca per fine giornata, quando vuoi sciogliere la tensione accumulata. Posala nel palmo della mano e respira piano, il tempo di lasciare che il silenzio si stabilisca.

Affermazione“Rallento e respiro.”

Una scoperta canadese dell’Ottocento

La howlite è una pietra giovane nei libri: la descrive nel 1868 il chimico e mineralogista Henry How nelle cave di gesso della Nuova Scozia, in Canada, e il grande mineralogista americano James Dana le darà poi il nome in suo omaggio. Se ne trova anche in California e in Turchia.

Cresce in noduli arrotondati che ricordano cavolfiori, di un bianco opaco percorso da venature grigie o quasi nere. Con una durezza di 3,5 si graffia con la punta di un coltello: è una pietra tenera, porosa, leggera in mano, e questo la distingue subito dai marmi e dai quarzi bianchi con cui viene confusa.

La controfigura della turchese

La sua porosità ha fatto la sua fortuna commerciale, non sempre a suo onore: la howlite assorbe le tinture come una spugna. Colorata di azzurro, venature comprese, imita la turchese in modo impressionante, e circola sotto il nome inventato di «turchenite», che non corrisponde ad alcun minerale.

Qualche riferimento per non farsi ingannare: un prezzo anomalo per della «turchese», un colore troppo uniforme e una superficie che si graffia con facilità devono far sorgere il dubbio. Un batuffolo imbevuto di acetone che esce azzurro è la prova della tintura. Nulla di male nel portare una howlite colorata, purché te l’abbiano venduta per quello che è.

Come usare howlite

Sera, una pausa; una pietra di calma da tenere in mano.

Pulizia

Suono, fumigazione; un risciacquo rapido poi asciuga subito (è porosa).

Ricarica

Luce della luna; intenzione.

Domande frequenti

La howlite si può bagnare?
No, ed è la regola d’oro. È porosa, beve ciò che le dai, e gli esemplari tinti rilasciano il colore al primo bagno. Il sale è ancora peggio, perché si infiltra e cristallizza nella massa. È la pietra tipica delle purificazioni a secco: fumo, suono, o un riposo su una drusa di quarzo.
La mia «turchese» è in realtà howlite?
Può darsi, ed è frequentissimo. Prova a graffiarla con la punta di un coltello: la howlite cede, la turchese resiste. Guarda poi le venature, che nella howlite tinta assorbono più colore del resto e appaiono più scure, al contrario della matrice della turchese vera.
Come si conserva?
Al riparo dall’umidità e lontano dalle pietre più dure, che a durezza 3,5 la segnano tutte. Una custodia morbida, un cassetto asciutto, e nessun contatto con profumi o creme. La luce non le fa male finché è bianca; se è tinta, il sole ne spegne l’azzurro.
Perché la tradizione la mette sul comodino?
Perché il suo bianco venato viene letto come un cielo calmo attraversato da qualche pensiero che passa senza fermarsi. È la pietra che si racconta sotto il cuscino o sul comodino, compagna delle sere in cui la testa non si spegne. Qualità discrete per una pietra discreta, e le si addicono.

Fonti

  • Judy Hall, The Crystal Bible, Godsfield Press, 2003.
  • Robert Simmons & Naisha Ahsian, The Book of Stones, North Atlantic Books, 2007.