Litoterapia · scheda della pietra
Celestina (Celestite)
Celestina è una pietra blu pallido, legata per tradizione a calma, intuizione.
L'essenziale
- Famiglia
- Solfato
- Composizione
- SrSO₄
- Sistema cristallino
- Ortorombico
- Durezza (Mohs)
- 3–3.5
- Colore
- Blu pallido
- Chakra
- Corona
- Elementi
- Aria/Etere
- Zodiaco
- Bilancia
Celestina, secondo la tradizione
La celestina è un frammento di cielo posato nel palmo della mano. La tradizione la lega alla dolcezza, alla quiete e a una pace un po’ ariosa. Il suo blu pallido evoca la calma del mattino, quando ancora nulla preme. Tienila in un angolo della camera o dello spazio di meditazione, come una presenza tranquilla. Posa lo sguardo su di lei quando la mente si agita e cerchi di respirare più in alto.
Affermazione“Mi connetto alla calma.”
Il blu del cielo, e il rosso dei fuochi d’artificio
La celestina è un solfato di stronzio, ed è anzi la principale fonte di stronzio al mondo. L’ironia è splendida: la pietra più celeste del regno minerale fornisce l’elemento che colora di rosso i fuochi d’artificio. Il suo azzurro, invece, viene di solito attribuito a un’irradiazione naturale subita nel corso delle ere geologiche.
I geodi che vedi in negozio arrivano quasi tutti da Sakoany, presso Mahajanga, in Madagascar: sacche di cristalli traslucidi dentro una matrice grigia. Se ne trova anche in Messico, in Ohio e nelle formazioni solfifere della Sicilia, dove i cristalli accompagnavano lo zolfo nelle miniere dell’entroterra. Con una durezza fra 3 e 3,5 e una sfaldatura perfetta, si graffia con un’unghia decisa e si scheggia al minimo urto.
Un nome dal cielo, e il geode più grande del mondo
Il minerale riceve il nome alla fine del Settecento: Abraham Gottlob Werner lo battezza dal latino caelestis, per quell’azzurro da cielo d’inverno. A lungo è stato confuso con la baritina, la cugina in cui al posto dello stronzio c’è il bario, che serve un’analisi per distinguere con certezza; ed è proprio una baritina, la celebre Pietra di Bologna descritta da Vincenzo Casciarolo agli inizi del Seicento, ad aver aperto in Italia lo studio dei minerali fosforescenti.
La storia più bella della celestina è però americana. Nel 1897, sull’isola di Put-in-Bay, in Ohio, alcuni operai che scavavano un pozzo sotto una cantina vinicola incontrarono la Crystal Cave: un geode di celestina abbastanza ampio da starci in piedi, tappezzato di cristalli che possono avvicinare il metro. È a oggi il geode più grande conosciuto al mondo, e si visita ancora.
Come usare celestina
Angolo meditazione; evita i gioielli.
Pulizia
Suono, fumigazione; panno asciutto.
Ricarica
Luce di luna; intenzione.
Domande frequenti
- La celestina si può bagnare?
- No. È tenera e con sfaldatura perfetta: l’acqua non la scioglie come il gesso, ma si insinua fra le lame e le fa staccare, e la lucentezza vetrosa dei cristalli non si recupera. Un pennello morbido per la polvere, e per il resto il fumo o il suono.
- Perché i cristalli del mio geode si staccano?
- Perché la celestina si sfalda in modo perfetto lungo piani precisi e non perdona gli urti. Basta una caduta di pochi centimetri o una spolverata troppo energica. Appoggia il geode dove non venga spostato di continuo e non toccare mai le punte con le dita: si spezzano più facilmente di quanto sembri.
- Il suo azzurro sbiadisce alla luce?
- Sì, ed è la ragione per cui i venditori seri la tengono lontana dalle vetrine assolate. L’azzurro della celestina è fra i più fragili del mondo minerale e schiarisce sotto i raggi ultravioletti. Un ripiano in ombra la conserva molto meglio di un davanzale.
- Perché si chiama sia celestina sia celestite?
- Perché convivono due tradizioni. «Celestina» è la forma italiana consolidata, «celestite» è l’adattamento dell’inglese celestite che si è diffuso con il commercio dei minerali. Indicano la stessa specie, e sui cartellini dei musei italiani troverai quasi sempre la prima.