Enneagramma

Ali e frecce: perché il tuo tipo non ti riassume

Questa guida fa parte della serie L’enneagramma: nove modi di stare al mondo (parte 2 di 3).

Il tuo tipo di enneagramma non è una casella: respira. Le ali sono i due tipi accanto al tuo sul cerchio, e colorano il tuo modo di abitarlo. Le frecce collegano il tuo tipo ad altri due punti: uno verso cui scivoli sotto pressione, l’altro in cui ti espandi quando ti senti al sicuro. Riso e Hudson le leggono come direzioni di movimento, mai come destini: il tuo tipo resta lo stesso, cambia solo la sua ampiezza.

Di Jade Nohemia 7 min di lettura

C’è spesso un piccolo momento di delusione, appena dopo aver scoperto il proprio tipo. Leggi la pagina, ti riconosci, ridi amaro al passaggio che punge, e poi una voce interiore protesta: «tutto qui? Nove caselle per l’umanità intera, e io passo il resto della vita nel numero 9?». La protesta è sana. Ed è il modello stesso a darle ragione: l’enneagramma non ha mai detto che sei un punto su un cerchio. Dice che sei un punto con due vicine e due strade. Le vicine si chiamano ali, le strade si chiamano frecce, ed è lì che il disegno comincia a respirare.

Le ali: le tue due vicine di cerchio

Metti i nove tipi sul loro cerchio, in ordine. Ogni tipo ha due vicini immediati: il 4 tocca il 3 e il 5, il 9 tocca l’8 e l’1. Questi vicini sono le tue ali, e l’osservazione, formalizzata da Riso e Hudson in Personality Types, è semplice: quasi nessuno abita il proprio tipo allo stato puro. Si pende da un lato. Uno dei due vicini si attacca al tuo modo di vivere la spinta di base, a volte appena percettibile, a volte così forte che va nominato perché il ritratto suoni giusto.

Da qui la notazione che incontrerai ovunque: 4 ala 3, 4 ala 5, che si scrive anche 4w3 e 4w5, dalla «w» inglese di wing. Stessa spinta al centro: essere pienamente se stessi, sfuggire all’insignificanza. Ma un 4 ala 3 porta quella spinta verso il mondo: crea e mostra, ha il senso della scena, del gesto bello e visibile, e il suo dramma preferito si recita in pubblico. Un 4 ala 5 porta la stessa spinta verso l’interno: scava, colleziona, costruisce mondi interi da cui quasi nulla esce, e la sua intensità assomiglia da lontano al silenzio. Due persone, un solo tipo, eppure giureresti due pianeti diversi.

L’ala non sostituisce mai il tipo: lo colora. La spinta di base e la paura di base restano quelle del tipo centrale. Se esiti fra due tipi vicini, la domanda giusta non è «a chi somiglio?» ma «quale delle due paure tiene il timone?»: la paura del tipo, non quella dell’ala, guida la barca.

Un 9 ala 1, per vederlo da vicino

Prendiamoci il tempo di un ritratto. Un 9 ala 1 cerca la pace, come ogni 9: che niente si spezzi. Ma la sua ala 1 gli sussurra che la pace deve essere anche giusta. Ne escono persone dolci e ordinate, idealiste a bassa voce, che sistemano il mondo senza rumore di stoviglie: la casa che rasserena, i principi tenuti senza clamore, una disapprovazione che si esprime con un silenzio un po’ più lungo del solito. La loro tentazione: confondere la pace con la pulizia morale, e consumarsi a smussare angoli mentre dentro di sé giudica chi li crea.

Lo stesso 9 con l’altra ala, il 9 ala 8, vive la stessa ricerca di pace su un registro completamente diverso: più terreno, più diretto, capace di battere un pugno sul tavolo proprio perché la calma torni. La pace del 9w1 assomiglia a una cappella; quella del 9w8 a una tavolata di famiglia rumorosa ma senza guerra fredda sotto il tavolo. Nessuna delle due è più vera: sono due climi dello stesso paese.

Cosa sono le frecce dell’enneagramma?

Guarda ora le linee che attraversano l’interno del cerchio: ogni tipo è collegato ad altri due punti, più lontani delle sue ali. La tradizione che viene da Riso e Hudson vi legge direzioni di movimento. Sotto pressione, quando le tue riserve si esauriscono, scivoli verso uno dei due: è la cosiddetta freccia di disintegrazione. In sicurezza, quando ti senti visto e sostenuto, ti espandi verso l’altro: la freccia di integrazione. La parola «disintegrazione» suona drammatica; il fenomeno non lo è. È meteo, non maledizione.

La mappa completa sta in due righe. Sotto pressione: l’1 scivola verso il 4, il 2 verso l’8, il 3 verso il 9, il 4 verso il 2, il 5 verso il 7, il 6 verso il 3, il 7 verso l’1, l’8 verso il 5, il 9 verso il 6. In sicurezza, ogni strada si percorre in senso inverso: il 4 sale verso l’1, l’8 verso il 2, il 9 verso il 3, e così via. Le strade sono le stesse; cambia solo il verso della marcia.

Soprattutto, tieni bene questo: tu non diventi l’altro tipo. Un 9 sotto stress non si trasforma in un 6; prende in prestito dal 6 i suoi gesti più contratti. Un 4 in sicurezza non diventa un 1; prende in prestito dall’1 il suo gesto più sano. Il tuo tipo resta il tuo tipo: quel che cambia è l’ampiezza di ciò che sai farci.

Sorprendersi sotto stress è un male?

In pratica, la freccia di stress si riconosce da un cambio di registro che spiazza chi ti sta intorno. Il 9, di solito così equilibrato, comincia a rimuginare come un 6 con le spalle al muro: scenari catastrofici, sonno a pezzi, un bisogno improvviso di essere rassicurato su tutto. L’1, di solito impeccabile e compatto, scivola verso il lato più buio del 4: malinconia, invidia, «a che serve, tanto nessuno si impegna davvero». Chi lo ama non lo riconosce più; nemmeno lui, del resto.

Ed è esattamente qui che leggere il modello senza catastrofismo cambia tutto. Sorprenderti in fondo alla tua freccia di stress non è una prova di fallimento: è informazione, e delle più preziose. Lo scivolone dice, meglio di qualsiasi bilancio, che le tue riserve sono a secco e che la tua strategia abituale non basta più. Il 9 che si sveglia mentre rimugina non è «regredito»: il suo sistema gli manda il segnale più chiaro di cui dispone. L’allarme suona forte perché è dalla tua parte.

In sicurezza: prendere in prestito il gesto migliore di un altro tipo

L’altra direzione è la pagina più bella del modello. Prendi un 4 che sale verso l’1, il suo punto di integrazione. Per tutta la vita gli hanno detto che è troppo mutevole, schiavo dei suoi umori, incapace di finire qualcosa. Ed ecco che, in un periodo in cui si sente al sicuro, amato, riconosciuto, appare qualcosa di inaspettato: la disciplina. Non la disciplina grigia che temeva, quella che spegne l’ispirazione: una disciplina al servizio dell’ispirazione. Finisce la canzone invece di aspettare l’umore perfetto. Scopre che la struttura non è la prigione della sua sensibilità: ne è il laboratorio.

Stesso movimento nel 9 che sale verso il 3: l’eterno conciliante comincia a volere delle cose, a dirle, a portarle fino in fondo, e chi gli sta intorno scopre un’energia che nessuno sospettava, lui per primo. O nell’8 che abbassa la guardia verso il 2: la fortezza apre una porta, e la forza diventa cura. In ogni caso la logica è la stessa: l’integrazione non ti chiede di rinnegare il tuo tipo, ti presta il gesto più sano del tipo di fronte. Resti te stesso, solo più ampio.

Il tuo tipo è un territorio, non un punto

Metti tutto insieme e conta: il tuo tipo, le sue due ali, le sue due frecce. Cinque punti del cerchio ti riguardano direttamente, più della metà del disegno. Ecco perché i ritratti in una pagina finiscono sempre per essere troppo piccoli: non sei un punto su un cerchio, sei una regione, con un clima dominante, confini porosi e strade di montagna. Le nove spinte, le nove paure e i tre centri che organizzano tutto questo sono raccontati nella guida completa all’enneagramma, il posto giusto dove piantare il campo base.

E se, leggendo tutto questo, ti sei sorpreso a esitare («ma allora, sono un 4 ala 5 o un 5 ala 4?»), è un’ottima notizia: la domanda è più fine del risultato di un test, e merita ben più di una risposta rapida. La guida completa all’enneagramma ti dà il metodo per riconoscerti: attraverso le paure e le spinte, non attraverso le apparenze. Le ali e le frecce faranno il resto: sono la prova, disegnata sullo stesso cerchio, che il modello ti ha sempre previsto più grande della tua casella.

Domande frequenti

Cosa sono le ali nell’enneagramma?
Le ali sono i due tipi che toccano il tuo sul cerchio dell’enneagramma: ogni tipo ha due vicini immediati, e quasi nessuno abita il proprio tipo allo stato puro. Uno dei due vicini colora il tuo modo di vivere la spinta di base, a volte appena percettibile, a volte così marcato da dover essere nominato. Si scrive con la notazione 4w3 o 4w5, dalla «w» inglese di wing. L’ala non sostituisce mai il tipo: la spinta di base e la paura di base restano quelle del tipo centrale, l’ala lo colora soltanto.
Come si leggono le frecce di stress e di sicurezza?
Le frecce collegano ogni tipo ad altri due punti del cerchio, più lontani delle ali. Sotto pressione scivoli verso uno dei due (la freccia di disintegrazione, o di stress); in sicurezza ti espandi verso l’altro (la freccia di integrazione). Riso e Hudson leggono queste linee come direzioni di movimento, non come destini: non diventi l’altro tipo, prendi in prestito i suoi gesti, contratti sotto stress o sani in sicurezza. Il tuo tipo resta il tuo tipo.
Sorprendersi in fondo alla propria freccia di stress è un male?
No: è informazione preziosa, non una prova di fallimento. Lo scivolone verso la freccia di stress segnala che le tue riserve abituali sono a secco e che la tua strategia di sempre non basta più. Il 9 che comincia a rimuginare come un 6 sotto pressione non è regredito: il suo sistema manda il segnale più chiaro di cui dispone. L’allarme suona forte perché è dalla tua parte, non contro di te.
Cosa succede quando ti sposti verso la tua freccia di integrazione?
In sicurezza, quando ti senti visto e sostenuto, ti espandi verso il tuo punto di integrazione e prendi in prestito il gesto più sano di quel tipo, senza rinnegare il tuo. Un 4 che sale verso l’1 scopre una disciplina al servizio della sua ispirazione invece di aspettare l’umore perfetto; un 9 che sale verso il 3 comincia a volere delle cose e a portarle fino in fondo. In ogni caso resti te stesso: l’integrazione allarga solo l’ampiezza di ciò che sai farci.

Fonti

  • Don Richard Riso & Russ Hudson, The Wisdom of the Enneagram (Bantam Books, 1999)
  • Don Richard Riso & Russ Hudson, Personality Types: Using the Enneagram for Self-Discovery (Houghton Mifflin, edizione rivista 1996)